Fontana e l’imbarazzo di Forza Italia per il caso Sardone

Forza Italia si autosilura e il neo presidente Attilio Fontana subisce. Il governatore lombardo deve infatti subire il primo attacco per colpa dei suoi stessi alleati: forte del sostegno di una Lega forte come non mai, sta assorbendo i colpi che arrivano dalla grande esclusa Silvia Sardone. La bionda che era riuscita a farsi notare dallo stesso Silvio Berlusconi quando era una semplice consigliera di zona ha preso 11mila preferenze. La donna più votata delle regionali e la seconda candidata più votata in assoluto dopo Giulio Gallera però non ha un posto in giunta. In un’intervista rilasciata ad Alberto Giannoni del Giornale, Sardone si dichiara delusa, ma non abbastanza per rompere del tutto con il suo partito di riferimento. Nel finale però apre uno spiraglio a possibili addii. A differenza di Viviana Beccalossi, fuoriuscita da Fratelli d’Italia subito dopo essere stata eletta, Sardone si è fidata del partito e delle ricostruzioni giornalistiche. Non sapeva però che i suoi nemici interni erano ben peggiori di quelli esterni: pare infatti che sia stato il suo stesso partito a rinunciare ad un assessorato pur di non vedere Sardone in una posizione di rilievo. Una decisione che pare assurda, soprattutto visto il non brillante risultato raccolto alle elezioni nazionali. Eppure è successo, forse proprio per il clamoroso risultato: con quei voti si può persino diventare parlamentare europeo. La paura dei suoi colleghi di trovarsela tra i papabili per un ministero al prossimo giro ha fatto più di novanta e si è optato per essere più deboli nella nuova giunta. Attilio Fontana l’avrebbe anche avuta volentieri in squadra, ma ha dovuto piegarsi alla surreale richiesta dei suoi stessi alleati. Ora Sardone ha poche scelte: o subire lo smacco senza reagire, oppure dirigersi verso altri lidi basandosi sulla certezza che i voti li ha presi sul territorio e non con la bandiera di partito. La Lega salviniana sarebbe ben lieta di accoglierla visto che i suoi candidati non hanno preso nemmeno lontanamente quei voti, oltrettutto Sardone non ha avuto un budget alto come quello di molti suoi colleghi, discorso che alla Lega nei guai economici di questi tempi potrebbe interessare molto: con pochi soldi porta tanti voti, se il partito non ha soldi è la candidata ideale. Per una formazione poi in cui le donne di peso scarseggiano. C’è anche l’opzione Fratelli d’Italia che sarebbe anche più consona a parte del gruppo sardoniano, ma adesso la tigrotta del quartiere Adriano è ferita e non è detto che ragioni con freddezza calcolatrice. Attilio da Varese intanto subisce.

Arriva la proclamazione, ma ancora niente assessori

Il toto assessori prosegue, cioè non hanno ancora deciso anche se almeno è arrivata la proclamazione degli eletti. La lotta interna alla maggioranza regionale non è arrivata al dunque. Cronisti bravi e non si lanciano in una continua ricerca dell’ultima voce, puntualmente smentita poco dopo. Però si sa: i giornali escono tutti i giorni. Per questo anche il Corriere della Sera è già tre volte che pubblica due pagine che spiegano la prossima giunta: sanno anche loro che nessuno ricorda quello che è stato pubblicato ieri, figurarsi due giorni fa. E intanto i notisti politici elargiscono favori o stoccate ad amici e nemici, segno che il sogno di un giornalismo con un peso non è ancora tramontato. Qualcuno pensa forse anche al proprio futuro in politica, d’altronde c’è piùdi un giornalista mutatosi in politico. Anche qualche vicedirettore del Corsera, come Massimo Mucchetti: memorabile come alcuni sui ex colleghi lo coccolarono durante la sua prima campagna elettorale. (Felicemente sbarcato al Senato grazie al sostegno di un vero potere forte, è entrato guarda caso con la casacca del Partito democratico). Intanto da via Solferino, dove a quanto pare qualcuno è amico di Fabio Altitonante sono arrivare delle stoccate a gente malvista dall’elite come Silvia Sardone. Nonostante questo la bionda terribile ha un pacco di voti, solo un filo meno di Giulio Gallera il più votato di tutti, e a quanto pare ha resistito. Riccardo De Corato probabilmente ha le lacrime agli occhi perché lo indicano come assessore alla Sicurezza, un paradiso per uno “sceriffo” come lui anche se Regione quella carica vale come il due di picche. Al massimo il quattro se si considera la Protezione civile. Nella Lega, fatto salvo il potente Bolognini, i nomi circolano come le correnti d’aria. I cespugli sperano, mentre non è detto che Fontana riesca a tenere per la propria lista molte deleghe. Di fatto come dicevano all’inizio, non è stata presa nessuna decisione definitiva.