Fontana ce la fa: ufficializzata la giunta, Sardone esclusa

Non ci credeva quasi nessuno, così come nessuno sembra averci preso con le previsioni. Deleghe, nomi e posizioni sono molto diversi da quelli scritti dai giornali. Eppure il dato resta Attilio da Varese ha chiuso la giunta prima di Pasqua. C’è chi è proprio rimasto fuori e chi invece ha deleghe diverse dal previsto, la squadra però è pronta:

Confermati Fabrizio Sala (Fi) con
delega a Ricerca, Innovazione e Università che resta anche vicepresidente e
Giulio Gallera (Fi) al Welfare, già in giunta con Maroni. Gli altri due
rappresentanti di Forza Italia della nuova Giunta sono invece Melania Rizzoli
con delega a Lavoro e Istruzione e Alessandro Mattinzoli allo Sviluppo
economico. Gli 8 assessori leghisti sono Davide Caparini, al Bilancio,
Stefano Bolognini, alle Politiche sociali, Casa e Disabilità, Massimo
Sertori alla Montagna ed Enti Locali, Pietro Foroni, al Territorio e
Protezione Civile, Claudia Terzi a Infrastrutture e Trasporti, Silvia Piani
alle Politiche per le famiglie, Genitorialita’ e Pari Opportunità, Fabio
Rolfi all’Agricoltura e Martina Cambiaghi a Sport e Giovani. Compleatano la
Giunta Riccardo De Corato (Fdi) alla Sicurezza, Lara Magoni (Fdi) a Turismo e
Marketing Territoriale, Stefano Bruno Galli (Lista Fontana) all’Autonomia e
Cultura e Raffaele Cattaneo (Nci) all’ambiente.

Qualcuno intanto ne approfitta subito e affonda il dito nella piaga di chi è rimasto con le pive nel sacco:

“Sono sconcertata dalla esclusione di Silvia
Sardone nella giunta regionale e sono ancora più inorridita dal fatto che su
20 posizioni, 16 da assessore e 4 da sottosegretario, non ci sia stata
nemmeno la capacità di avere un numero di donne maggiore, visto che
c’erano”. Così Carmela Rozza, neoeletta per il Pd in consiglio regionale.
“Colpisce l’incapacità di trovare un equilibrio fra uomini e donne e che a
Silvia Sardone non sia stato riconosciuto un ruolo in giunta”, dice Rozza.

Unicef contro Massimo Pagani (lista Fontana)

Altra tegola per Attilio Fontana. L’Unicef e altre organizzazioni umanitarie chiedono le dimissioni di Massimo Pagani. Una nomina che a loro dire sarebbe irregolare.

Massimo Paganinominato tre anni fa dalla maggioranza del Consiglio regionale, ha manifestato fin dall’inizio inadeguatezza rispetto al ruolo affidatagli mantenendosi inerte per i primi due anni e convocando la Consulta, prevista dalla legge regionale istitutiva del Garante, solo nell’ultimo anno senza darle la possibilità di lavorare in tutte le commissioni tematiche nonostante le continue sollecitazioni ricevute.

In questo scenario di scarso e discontinuo funzionamento di un organismo fondamentale per la promozione e la difesa dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza come previsto dalla Convenzione ONU, legge 176 dello Stato Italiano, si è aggiunta una situazione di grave preoccupazione.

Massimo Pagani è candidato nella lista regionale per Fontana Presidente e ciò è del tutto incompatibile con il ruolo di authority e con il Regolamento Elettorale della Regione Lombardia che indica con chiarezza il Garante tra le persone ineleggibili.

Chiediamo quindi le immediate dimissioni di Massimo Pagani dal suo ruolo di garante dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

Chiediamo inoltre di essere ascoltati dal Presidente del Consiglio Regionale, affinchè in futuro nella nomina di una figura di garanzia così importante prevalgano gli interessi degli under 18.