Il gruppo Mantovani all’attacco di Gallera

Se Giulio Gallera pensava di aver risolto i suoi problemi, si illudeva. Dopo gli attacchi da ogni parte per una riforma sanitaria invisa a tutti, tranne che al mondo indefinibile delle cooperative, si aggiunge un nuovo nemico. Giò Broggi, pasionaria dell’ex assessore alla Sanità lombarda Mario Mantovani, si è lanciata all’attacco via Facebook proprio di Gallera. Una vera e propria chiamata alle armi di tutto il gruppo:

L’assessore alla sanità lombarda ( al momento) sig Giulio Gallera quando viene messo con le spalle al muro Anziché dialogare e aiutare i cittadini malati li blocca , Giulio ,hai 4 gatti che ti seguono ( mi domando dove hai preso gli 11000…voti ) e sei così piccolo da bloccare i cittadini che hanno bisogno di parlare con te, ma non ti vergogni , sai cos’é la salute? No di certo e non solo.
Non sai cos’è la salute sei un ineducato pazzesco. Tranquillo questa volta non farò finta di nulla! Ma non per me ma per tutti i lombardi ! Sei proprio un piccolo “uomo “ raccontate qui sotto le vostre vicissitudini non in privato vi prego , risponderò a tutti ma metteteci la faccia come faccio io ! Altrimenti non me usciamo

La strategia di Gallera in casi come questi è di infilare la testa sotto un elemetto e aspettare che passi la buriana, ma potrebbe non essere così facile. Il clan Mantovani conta migliaia di simpatizzanti, quando uscì di galera Mario ci fu una festa con settemila persone. Se quello di Broggi non è un semplice sfogo, per Gallera potrebbe essere difficile venirne fuori senza ferite. Inoltre adesso tutto il gruppo Mantovani si è spostato in Fratelli d’Italia, quindi non ha obblighi di usare i guanti bianchi. Anzi, far saltare l’assessore alla Sanità potrebbe dimostrare di avere ancora un peso anche in ottica nazionale. Settimane di passione attendono GiulioG.

Sanità, ancora guai per Attilio e Giulio

Nuovi guai nel settore Sanità per la Regione. Attilio da Varese e Giulio Gallera hanno un’altra gatta da pelare. E’ appena stato sgominato l’apice di un traffico di farmaci tra Lombardia, Iran e Iraq. Le agenzie ieri battevano la storia, più simile a un romanzo che alla realtà.

I militari hanno individuato due egiziani e
un cinese che si occupavano della commercializzazione sul
mercato parallelo. Non si conosce la destinazione finale né se
venissero rispettati i protocolli di conservazione sanitaria. Di
sicuro, a detta degli investigatori, in Iran e Iraq arrivava il
Contramal, un oppiode anche chiamato “la droga del combattente”
per la capacità di annullare il dolore.

Invece era un’altra tegola, molto reale. La guerra apre nuove opportunità di business e quella dei farmaci sono tra le più succose: è infatti difficile convincere persone non alterate a spararsi l’un l’altra per più di qualche minuto. Nel frattempo arrivano altri colpi alla struttura che ha guidato Regione Lombardia negli ultimi vent’anni:

La Cassazione ha confermato la condanna a 5 anni di carcere per l’ex consigliere lombardo di FI
Massimo Gianluca Guarischi, imputato per corruzione nel processo su un presunto giro di tangenti nella sanità e accusato di essere l’anello di congiunzione tra imprenditori del settore sanitario, disposti a versare mazzette per ottenere contratti di fornitura, e pubblici ufficiali della Regione Lombardia corrotti
per far approvare delibere di Giunta. In un altro filone dell’inchiesta, coordinata all’epoca a Milano dal pm Claudio Gittardi (ora procuratore a Sondrio), è finito poi imputato Roberto Formigoni, ex governatore lombardo, che avrebbe ottenuto da Guarischi utilità per un totale di 447mila euro per assicurare un “trattamento preferenziale” alla Hermex Italia dell’imprenditore Giuseppe Lo Presti nelle gare per la fornitura “dell’apparecchiatura diagnostica acceleratore lineare ‘Vero'” in alcuni ospedali, dandosi da fare nel 2012 per sbloccare stanziamenti regionali. Questo processo è stato di recente trasmesso a Cremona.